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	<title>XVII Congresso nazionale Msac</title>
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	<title>XVII Congresso nazionale Msac</title>
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		<title>Il valore del congresso nazionale Msac nell’AC: generare speranza nuova per tutta l’associazione.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[emanuela]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Apr 2021 13:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Intervista a Matteo Truffelli, Presidente Nazionale ACI Qual è il valore del congresso Msac per l’AC? Possiamo dire che ripartire dal congresso nazionale del Msac possa rappresentare una ripresa per tutta l’associazione? È davvero possibile? In un certo senso potremmo dire che l’AC non deve ripartire, perché, in realtà, non si è mai fermata. Anche [&#8230;]]]></description>
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<h4 class="has-text-align-right"><strong>Intervista a Matteo Truffelli, Presidente Nazionale ACI</strong></h4>



<p><strong><em>Qual è il valore del congresso Msac per l’AC? Possiamo dire che ripartire dal congresso nazionale del Msac possa rappresentare una ripresa per tutta l’associazione? È davvero possibile?</em></strong></p>



<p>In un certo senso potremmo dire che l’AC non deve ripartire, perché, in realtà, non si è mai fermata. Anche in questo anno così complicato ha continuato ad accompagnare e sostenere la vita delle persone: dei giovani e dei ragazzi, come degli adulti e degli anziani. Anche l’AC ha dovuto inventarsi strumenti e metodi nuovi, creativi, un po’ come è stato per la scuola, che ha dovuto imparare in fretta a utilizzare la didattica a distanza. Ma era troppo importante non tirare i remi in barca, perché in un momento difficile come quello che stiamo vivendo c’era più bisogno di AC, non meno:<strong> quello che stiamo vivendo non è un tempo “dimezzato”, in attesa di tempi migliori. È il nostro tempo: da vivere appieno, senza aspettarne un altro</strong>. Non c’è dubbio, però, che tutti speriamo ci siano presto le condizioni per tornare “in presenza” anche in AC, proprio come per la scuola. E quando questo avverrà, sarà importante partire con ancora più slancio, con ancora più capacità di coinvolgere le persone, con orecchie e occhi attenti per ascoltare e vedere i loro bisogni, condividere i sogni che abitano il loro cuore. Allora ci sarà bisogno di tanta creatività, tanta passione, tanta generosità, da parte di tutta l’associazione. E di creatività, passione e generosità il Msac ne ha da vendere. Per questo il Congresso del Msac è importante per tutta l’AC: perché <strong>le scelte che farete pensando al modo di abitare la scuola nei prossimi mesi e nei prossimi anni sono fondamentali per tutta l’AC</strong>, che con voi e grazie a voi potrà entrare in aula, tra i banchi, per essere anche lì <strong>seminatori di speranza</strong>.&nbsp;</p>



<p><strong><em>Quale sfida/e deve raccogliere il Msac nel prossimo triennio?&nbsp;</em></strong></p>



<p>È importante portare con noi le tante lezioni che la pandemia ci sta consegnando. Senza accontentarci di ritornare a fare tutto quello che facevamo prima e come lo facevamo prima. Penso ad esempio a quanto i mesi passati ci hanno insegnato sull’<strong>importanza di semplici gesti di vicinanza, di condivisione, di solidarietà</strong>. Alla consapevolezza che abbiamo maturato circa l’utilità degli strumenti digitali, che possono essere una grande risorsa se ne facciamo un uso critico ed equilibrato. Penso alla nostalgia che l’isolamento ha fatto sorgere in tanti di noi nei confronti della preghiera comunitaria, vissuta spalla a spalla, ma anche alla <strong>riscoperta della bellezza e della forza della preghiera personale</strong>, nella quale possiamo accompagnarci tutti insieme. E penso, ancora, al senso di responsabilità che abbiamo maturato nei confronti delle nostre comunità di appartenenza, la città, la scuola, il mondo: <strong>abbiamo visto quanto queste realtà collettive possono essere fragili, indifese, ma anche quanta resistenza si genera dentro di esse</strong>. Al Msac, come a tutta l’AC, spetta il compito di tradurre tutto questo in esperienze nuove di fraternità, di impegno per migliorare le cose, di condivisione della gioia che nasce dal Vangelo.&nbsp;</p>



<p><strong><em>Hai accompagnato l’associazione per diversi anni, e hai sicuramente avuto modo di osservare le trasformazioni del Movimento nel tempo. Come hai trovato il Msac all’inizio e come lo lasci?</em></strong></p>



<p>Sette anni fa, quando sono diventato Presidente nazionale, l’ho trovato in gran forma, vitale e coinvolgente, pieno di passione e di dee, di ragazzi e ragazze in gamba. Oggi lo lascio ancora più vivace, ancora più consapevole di sé, ancora più desideroso di camminare insieme all’associazione. Insomma, pronto per fare un altro balzo in avanti!</p>
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		<title>Accompagnamento, formazione, creatività: le attese dei Circoli verso il Msac del futuro.</title>
		<link>https://xviicongressomsac.azionecattolica.it/2021/04/09/accompagnamento-formazione-creativita-le-attese-dei-circoli-verso-il-msac-del-futuro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[lorenzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Apr 2021 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Intervista Chiara Pepe, Segretaria diocesana Msac Messina-Lipari &#8211; Santa Lucia del Mela Chiediamo a Chiara Pepe, Segretaria diocesana del Circolo di Messina &#8211; Lipari &#8211; Santa Lucia del Mela di raccontarci il suo rapporto con il Msac e con la scuola, insieme alle attese del suo Circolo nei confronti di questo nuovo periodo che si [&#8230;]]]></description>
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<h4 class="has-text-align-right">Intervista Chiara Pepe, Segretaria diocesana Msac Messina-Lipari &#8211; Santa Lucia del Mela</h4>



<p>Chiediamo a Chiara Pepe, Segretaria diocesana del Circolo di Messina &#8211; Lipari &#8211; Santa Lucia del Mela di raccontarci il suo rapporto con il Msac e con la scuola, insieme alle attese del suo Circolo nei confronti di questo nuovo periodo che si inaugura per il Msac.&nbsp;</p>



<p><strong><em><span class="has-inline-color has-black-color">Partiamo da una domanda semplice: come ti sei sentita scelta Msac?</span></em></strong></p>



<p>È proprio così. Il Msac ha scelto me, e infatti da quando l’ho conosciuto non ne ho potuto più fare a meno. Sento che la mia esperienza scolastica sarebbe stata più povera senza Msac. Sapere che esista un movimento di studenti che vogliono sradicare l’idea che la scuola sia un ambiente tossico: questo dà molta speranza.&nbsp;</p>



<p><strong><em><span class="has-inline-color has-black-color">Cosa è cambiato nel tuo rapporto con la scuola da quando sei impegnata nel Msac?</span></em></strong></p>



<p>Sono cresciuta in una famiglia di prof: mi è sempre piaciuto studiare, e la scuola in generale. Il Msac mi ha dato uno sguardo nuovo per vedere che la suola non fosse solo compiti in classe e lezioni, ma che potesse essere anche tanto altro. E questo si è realizzato in particolar modo alle superiori con la rappresentanza. Il Msac mi ha dato più coraggio per far sentire la mia voce, ma senza impormi agli altri.&nbsp;</p>



<p><strong><em><span class="has-inline-color has-black-color">Tu e Giorgia siete state elette il 26 gennaio, qualche settimana dopo è iniziata la pandemia di COVID-19. Cos’è cambiato?</span></em></strong></p>



<p>Il blocco è stato duro: tutto è stato messo in stand-by. Nessuno ci ha insegnato come essere Segretarie, perché è mancato quel momento di formazione. Per quanto avessimo l’appoggio del Settore giovani in diocesi. Abbiamo puntato tanto sui social, creando dei contenuti per farci compagnia oltre la distanza. Il <strong>gemellaggio con Vicenza e Palestrina</strong> è andato benissimo. Insieme abbiamo pensato al Kit SQS (Scuola Quotidianità Stress), con consigli utili per vivere la DAD. A Messina siamo stati un attimo frenati, ma vogliamo farci conoscere di più nelle scuole<strong>.</strong></p>



<p><strong><em><span class="has-inline-color has-black-color">Ci stiamo avvicinando al Congresso Nazionale Msac. Cosa ti aspetti da questo triennio come Circolo? Quali sono i bisogni a livello territoriale che il nazionale dovrebbe intercettare?</span></em></strong></p>



<p>A livello territoriale il problema più grande è siamo ancora troppo poco conosciuti. Diversi giovanissimi conoscono il Msac, ma molti altri non conoscono ancora… e una volta che conosci il Msac poi non ne puoi più fare a meno! Dal nazionale mi aspetto che si accompagnino fino alla nascita più Circoli possibili, sempre per portare a più studenti questa realtà così bella come il Msac, che fa vivere la scuola con un cuore e occhi diversi. Serve tanta formazione per Segretari. Tutti ci siamo trovati bloccati, ma questa è l’occasione che abbiamo per diffondere il nostro messaggio. Bisogna tornare alla base e capire se stiamo facendo bene il nostro compito.&nbsp;</p>



<p><strong><em><span class="has-inline-color has-black-color">Hai menzionato la necessità per il Msac di stare sempre più nelle scuole: come pensi che il Msac possa essere presente nella scuola del 2021? Come ti immagini il Msac del futuro?</span></em></strong></p>



<p>Rispetto alla tua prima domanda, dovremmo essere ancora più presenti al FAST, portando le voci degli studenti a livello nazionale. La mia impressione è che ci sia dal Ministero voglia di dialogo, non dobbiamo farci scappare questa occasione. Poi, mi immagino un Msac sempre presente e che sappia reinventarsi. Servono idee creative per ripartire.&nbsp;</p>



<p><strong><em><span class="has-inline-color has-black-color">Vuoi dirmi qualcos’altro?</span></em></strong></p>



<p>Poco prima del congresso diocesano, non sapevo se fosse il momento adatto per me oer questa responsabilità. Barbara, allora presidente diocesano mi disse: “capisco tutte le tue paure. Dio non sceglie chi è capace, ma rende capace chi sceglie”. Allora mi sono detta che il Msac è proprio questo: sentirsi scelti.&nbsp;</p>
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		<title>Curare i legami: l’invito per il Msac del post-Congresso radicato nei territori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[lorenzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Apr 2021 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Intervista a Clea Maiullari, Incaricata regionale per il Msac della regione Puglia È incaricata regionale solo da tre settimane, ma Clea Maiullari &#8211; che insieme a Caterina Magnolo condivide il servizio nell’incarico regionale per il Msac pugliese &#8211; ha già le mani in pasta. Tra gli esami universitari e i preparativi per la partecipazione al [&#8230;]]]></description>
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<h4 class="has-text-align-right"><strong>Intervista a Clea Maiullari, Incaricata regionale per il Msac della regione Puglia</strong></h4>



<p>È incaricata regionale solo da tre settimane, ma Clea Maiullari &#8211; che insieme a Caterina Magnolo condivide il servizio nell’incarico regionale per il Msac pugliese &#8211; ha già le mani in pasta. Tra gli esami universitari e i preparativi per la partecipazione al Congresso nazionale, per lei gli ultimi giorni sono stati molto intensi nei contatti con i Segretari e i Circoli della regione. Per la nostra intervista, partiamo proprio dalla Puglia.&nbsp;</p>



<p><strong><em><span class="has-inline-color has-black-color">Quali sono gli ingredienti per un Msac che ricuce le distanze in questo periodo in cui siamo già più distanti del solito?&nbsp;Come possiamo ripartire dai territori?</span></em></strong></p>



<p>Costruire e mantenere i legami tra i Segretari credo sia fondamentale. Con Caterina vorremmo fare incontrare il più possibile i ragazzi, perché no con piccoli gemellaggi interni, perché le Segretarie e i Segretari del Msac della nostra regione possano conoscersi e di conseguenza sostenersi a vicenda. Non sentirsi soli &#8211; soprattutto in questo periodo &#8211; è importante per avere la giusta carica che ci fa andare avanti. Sapere che un altro in una città vicina può trovarsi nella nostra stessa situazione, ci da forza di trovare insieme delle soluzioni. L’imperativo è rinsaldare i rapporti interpersonali.&nbsp;</p>



<p><strong><em><span class="has-inline-color has-black-color">E invece cosa ti immagini l’esperienza dell’Équipe nazionale che ti aspetta per il prossimo triennio?</span></em></strong></p>



<p>Sicuramente mi immagino che stare in Équipe nazionale mi permetterà di crescere tanto, non solo dal punto di vista personale e della formazione (il Msac è sempre stato questo per me!), ma anche dal punto di vista della responsabilità. In Équipe nazionale si è responsabili a un livello diverso e ci si prende cura in maniera diversa di più persone. Credo questo possa fare la differenza. Continuare a crescere e rinsaldare i legami all’interno della nuova Équipe. Crescere. All’inizio avevo un po’ il timore di non riuscire a conciliare questa nuova responsabilità con la mia vita universitaria e di non essere sufficientemente all’altezza per questo compito… ma l’idea di avere alcune persone che conosco con cui condividere questa nuova avventura mi rassicura.</p>



<p><strong><em><span class="has-inline-color has-black-color">Sei stata anche tu segretaria diocesana negli scorsi anni, cosa auguri ai segretari del Msac per il prossimo Congresso nazionale che ci apprestiamo a vivere e per il triennio che si inaugurerà a giorni?</span></em></strong></p>



<p>L’augurio principale è quello di non arrendersi, nonostante le difficoltà che stiamo vivendo tutti e che si stanno vivendo soprattutto a scuola. Non possiamo assolutamente dire che sia un periodo facile quello che stiamo passando. Ma non dobbiamo arrenderci! Possiamo essere studenti attivi e protagonisti anche se non fisicamente a scuola. Dobbiamo sempre tenere vivo il sogno di costruire una scuola migliore, con i mezzi a nostra disposizione.</p>



<p><strong><em><span class="has-inline-color has-black-color">Vuoi aggiungere qualcosa prima di salutarci?</span></em></strong></p>



<p>Sono contenta di iniziare questa nuova esperienza. Spero davvero ci si possa incontrare presto; il Msac – oltre alla formazione – è fatto soprattutto di legami, che sostengono il nostro servizio e rendono bella la nostra vita.</p>
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		<title>Ripartire dall&#8217;umano: raccontare la bellezza del Msac nella Chiesa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[lorenzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Apr 2021 17:05:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Intervista a Don Lorenzo Dall’Olmo,assistente diocesano Msac della diocesi di Vicenza Ci risponde al telefono alla fine di un incontro con il suo circolo Msac. L’appuntamento, in preparazione alla Pasqua, era sul tema delle migrazioni, in riflessione a partire da alcuni racconti da Lampedusa: “Due esperienze molto simili che ci interpellano e ci chiamano all’azione”, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h4 class="has-text-align-right">Intervista a Don Lorenzo Dall’Olmo,<br>assistente diocesano Msac della diocesi di Vicenza</h4>



<p>Ci risponde al telefono alla fine di un incontro con il suo circolo Msac. L’appuntamento, in preparazione alla Pasqua, era sul tema delle migrazioni, in riflessione a partire da alcuni racconti da Lampedusa: “Due esperienze molto simili che ci interpellano e ci chiamano all’azione”, ci dice. don Lorenzo Dall’Olmo, che definisce “amore a prima vista” l’incontro che ha fatto lui con il Msac, è assistente del circolo diocesano vicentino da 5 anni e ci racconta del suo servizio con vero entusiasmo msacchino.</p>



<p><strong><em><span class="has-inline-color has-black-color">Come sei finito a fare l’assistente del Msac? </span></em></strong></p>



<p>Un po’ come tutti i preti, 7 anni fa sono stato chiamato dal vescovo ad accompagnare il Settore giovani; dopo un periodo di affiancamento a chi mi ha preceduto, ho iniziato a seguire personalmente anche il circolo diocesano del Msac. <strong>Il ruolo dell’assistente non può e non deve essere ingombrante, ma deve accompagnare come presenza, consiglio, supporto</strong>. Le idee poi si costruiscono insieme, in un dialogo alla pari. Sento che come prete ho la possibilità di sperimentare attraverso il Msac l’ascolto diretto dei giovani. Siamo noi adulti che spesso teniamo il timone, ma in questi anni ho fatto esperienza di lavoro d’équipe, lasciandomi formare sulle tematiche del mondo della scuola e non solo. <strong>Credo che il Msac sia una scuola di corresponsabilità e di laicità. Tutta l’Ac lo è, ma in modo particolare il Msac</strong>.&nbsp;&nbsp;</p>



<p><strong><em><span class="has-inline-color has-black-color">In che modo il Msac è bellezza per la Chiesa e come può esser valorizzato nella Chiesa? A volte sentiamo il rischio di tenere solo per noi una bellissima testimonianza che andrebbe diffusa molto di più a livello ecclesiale…</span></em></strong></p>



<p>Il rischio di formare i nostri gruppi e di non uscire c’è. Il tema è proprio quello della <strong>chiesa in uscita</strong>. <strong>La scuola è un luogo di frontiera oggi, dove come chiesa possiamo incontrare tutto il mondo</strong>: sia chi frequenta e che fa parte delle nostre associazioni, sia chi ne sta lontano. Dal Msac questo la chiesa può ricevere: lo sguardo e l’attitudine capace di fare da ponte e da collegamento con la realtà dei giovanissimi che vivono – soprattutto in questi tempi di pandemia – una fase particolare.</p>



<p><strong><em><span class="has-inline-color has-black-color">Tornando alla scuola, come vedi il rapporto tra gli studenti e la spiritualità? Come possiamo camminare insieme ai nostri compagni di scuola in un percorso di crescita anche spirituale?</span> </em></strong></p>



<p>Bella domanda! Credo <strong>dobbiamo incontrarci sull’umano</strong>. Per intendere lo spirituale non dobbiamo ridurre lo spirituale a qualcosa che riguarda solo il religioso e i riti. Se invece per spirituale intendiamo tutto l’umano, allora tutti gli msacchini possono essere catalizzatori di riflessioni sui temi di attualità, giustizia,&nbsp; scuola e politica. E questo lo possiamo fare <strong>a partire dal dialogo e dal confronto</strong>. A partire da questo gli msacchini possono diventare testimoni della loro fede. <strong>Gli studenti del Msac sono tutti in cammino, ma allo stesso tempo raccontano con il proprio entusiasmo la voglia di andare a fondo nelle questioni di senso</strong>, e questa è già una bella testimonianza del <strong>desiderio di essere in ricerca</strong>.</p>



<p><strong><span class="has-inline-color has-black-color"><em>Cosa vuoi dire a chi parteciperà al Congresso?</em></span></strong><em><span class="has-inline-color has-black-color"> </span></em></p>



<p>Saluto e ringrazio non solo i ragazzi del Circolo di Vicenza, ma tutti gli msacchini per il loro impegno nonostante i tempi difficili. Tenete duro! Tutti gli abbracci e le esperienze che oggi condividiamo a distanza, li vivremo presto in presenza e saranno linfa per ripartire in tutti i sensi.</p>
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		<title>Scegliamo il noi! Studenti per una scuola di tutti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[administrator]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Mar 2021 00:08:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Annunciamo ufficialmente la celebrazione del XVII Congresso nazionale del Movimento studenti di Azione cattolica che svolgeremo online in momenti distinti dall’11 al 18 aprile 2021. Dopo essere stati costretti a rimandare di un anno il XVII Congresso nazionale, siamo lieti di riprendere il percorso che in ogni parte d’Italia, in ogni Congresso diocesano, ci ha [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>Annunciamo ufficialmente la celebrazione del <strong>XVII Congresso nazionale</strong> del Movimento studenti di Azione cattolica che svolgeremo online in momenti distinti dall’11 al 18 aprile 2021.</p>



<p>Dopo essere stati costretti a rimandare di un anno il XVII Congresso nazionale, siamo lieti di riprendere il percorso che in ogni parte d’Italia, in ogni Congresso diocesano, ci ha portato a dire <strong>Scegliamo il noi! </strong>perché sentivamo forte il desiderio di essere <em>Studenti per una scuola di tutti</em>. Infatti, alla luce di quanto vissuto, con ancora più convinzione vorremmo che il titolo del nostro Congresso testimoniasse il desiderio di sentirci fratelli gli uni degli altri e quello di impegnarci come associazione studentesca perché la scuola diventi sempre più un luogo in cui imparare a pronunciare la parola “noi” e non la parola “io”, senza lasciare nessuno indietro.</p>



<p>Dopo un anno ci troviamo a convocare nuovamente il Congresso nazionale mentre oltre 6 milioni di studentesse e studenti stanno continuando con l’esperienza della didattica a distanza, mentre le nostre istituzioni sono costrette a chiudere le scuole a causa della pandemia. L’emergenza è tutt’altro che passata e, dopo un anno di relazioni a distanza con i nostri compagni di classe, non vogliamo nasconderci che ci sentiamo smarriti. Siamo tristi e rammaricati per il fatto che tante studentesse e tanti studenti siano stati privati della straordinaria esperienza che rappresenta la scuola: dopo un anno di presenze a intermittenza e didattica a distanza possiamo confermarci che mai avremmo potuto pensare che la scuola ci sarebbe mancata così tanto. La pandemia ci ha privato dell’esperienza più bella che la scuola ci permetteva di vivere: l’essere una comunità. Ora ci auguriamo profondamente che le difficoltà che abbiamo vissuto questo anno ci abbiano insegnato che sul sistema di istruzione del Paese serve urgentemente un ripensamento globale e degli investimenti garantiti nel tempo.</p>



<p>Durante il Congresso avremo modo di discutere e di votare il Documento che in una prima parte rileggerà la nostra identità di movimento interno di Ac e allo stesso tempo di associazione studentesca tra le maggiormente rappresentative del Paese. Nella seconda parte, invece, ci dedicheremo a elaborare la nostra idea di scuola, riprendendo quelli che per noi sono temi fondamentali come la rappresentanza studentesca, la mobilità e i trasporti, l’edilizia scolastica e le forme di apprendimento.</p>



<p>Il Congresso si svilupperà in quattro sessioni: domenica 11 aprile vivremo l’introduzione e la sessione formativa; venerdì 16 potremo pregare insieme; sabato 17 e domenica 18, infine, rileggeremo gli ultimi anni attraverso la relazione di fine triennio, discuteremo e voteremo il Documento congressuale ed eleggeremo i membri eletti, il Segretario e il Vicesegretario nazionale.&nbsp;</p>



<p>Ci troveremo quindi, tra l’11 e il 18 aprile per ribadire il duplice messaggio che dallo scorso anno vogliamo condividere con il Paese e con la Chiesa: <strong><em>scegliamo il noi</em></strong> e <strong><em>scegliamo noi </em></strong>perché come studentesse e studenti di Italia vogliamo scegliere una scuola che ci insegni il valore dell’essere comunità senza mai lasciare indietro nessuno, a cominciare dai nostri compagni: insieme vogliamo essere studenti per una scuola di tutti.</p>



<p>Un abbraccio fraterno a tutte e a tutti,<br><em>Adelaide, Lorenzo, don Mario e l’Équipe nazionale del Msac</em></p>
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